Cappotto Termico

risanamento energetico - Samuel Buraschi

Il cappotto termico è parte dell’involucro termico e costituisce la frontiera tra l’interno e l’esterno, è l’elemento che ci protegge dal freddo in inverno e dal caldo in estate. La funzione del cappotto termico è di regolare gli scambi termici tra interno ed esterno (in inverno) e tra esterno ed interno in estate.

La normativa italiana attualmente prevede valori di trasmittanza termica abbastanza elevati (valori abbastanza blandi) a differenza del protocollo case passive, questo significa maggiori dispersioni e, sopratutto, minor comfort. Nel caso di un edificio passivo, l’involucro deve ridurre quasi totalmente gli scambi termici un primo valore di calcolo viene fissato in U inferiore a 0,15 W/m²K (sono circa 25 cm di cappotto anche se dipende dal materiale utilizzato), il valore minimo reale deriva da un calcolo con un software accreditato come Wufi Passive.

Per garantire il comfort nelle case passive involucro termico deve isolare l’edificio attraverso almeno uno strato di resistenza termica o cappotto termico, applicato sulle pareti esterne in modo continuo ed uniforme eliminando o riducendo sensibilmente i ponti termici, la valutazione se va applicarlo all’esterno o all’interno è compito del progettista incaricato, che valuterà (se lo ritiene necessario) anche il comportamento dinamico dell’edificio.

La scelta del cappotto termico

Ad esempio la scelta di mettere il cappotto termico all’esterno permette di sfruttare le masse termiche inerziali (parete in pietra o in mattoni pieni ad esempio) e, una volta riscaldate in inverno restituiscono un gradevole tepore e un maggior comfort. L’isolamento interno si applica principalmente nelle ristrutturazioni dovendo rispettare dei limiti geometrici e di distanze dai confini

Il comportamento energetico dell’edificio dipende da molti fattori quali ad esempio:

  • esposizione
  • ombreggiamenti
  • schermature fisse o mobili
  • isolamento termico
  • superficie finestrata
  • prestazione dei serramenti
  • ponti termici
  • guadagni interni
  • ventilazione

Il progettista (o meglio il team di progettazione) deve miscelare tutti questi elementi ed ottenere un ottimo risultato prima di tutto in termini di prestazioni complessive. Un volta che si sia capito come si comporta l’edificio vengono:

  • stimati i consumi,
  • scelti i serramenti e la loro superficie,
  • decisi gli ombreggiamenti mobili e quelli fissi.

Giunto a questo punto il progettista può dedicarsi (assieme al committente) ad affinare il progetto scegliendo i materiali che comporranno il muro (involucro opaco), il telaio del serramento e altri elementi essenziali per ottenere un ottimo progetto.

L’involucro opaco (il muro) sarà composto essenzialmente da:

  • una zona dedicata al passaggio degli impianti,
  • una parte strutturale,
  • lo strato di tenuta all’aria,
  • il cappotto termico,
  • lo strato di tenuta al vento,
  • la finitura esterna,

alcuni di questi strati possono essere uniti tra loro.

In questo post proviamo ad approfondire il cappotto termico e la sua posa.

Prima di tutto bisogna scegliere il materiale, i cappotti termici sono composti da:

  • materiali di sintesi o di derivazione petrolifera
  • materiali fibrosi di derivazione naturale (fibre di legno o di altre piante come la canapa), dalla lavorazione di vetro o roccie. da fibre plastica anche di riciclo
  • materiali di riciclo sotto forma di pannelli o sciolti di piccola dimensione (ad esempio cellulosa)

Deciso il materiale bisogna ottimizzare la stratigrafia perchè ad esempio la cellulosa viene insufflata tra due pannelli rigidi mentre il polistirolo viene incollato su una superficie.

La posa del cappotto termico

I produttori di sitemi a cappotto prevedono un manuale di posa che deve essere conosciuto dal posatore e,sarebbe meglio fosse conosciuto dal committente e dal direttore dei lavori.

Per mantenere la garanzia dei prodotti la posa dell’isolamento termico a cappotto e di tutte le finiture è necessario eseguire tutte le operazioni descritte nel manuale di posa con estrema attenzione, tralasciare qualche operazione comporta la decadenza della garanzia.

La scelta del tipo di materiale e lo spessore dipendono dai calcoli svolti in fase di progetto e dalle prestazioni che si vogliono raggiungere. In fase di progetto si possono valutare varie opzioni come ad esempio un aumento dello spessore, un aumento dei guadagni cambiando la disposizione e la forma dei serramenti.

Deciso la tipologia dell’isolante, gli spessori utilizzati, la posa è una conseguenza. In questo momento è fondamentale seguire accuratamente la posa degli elementi per evitare l’effetto materasso e la scelta e la posa dei tasselli per evitare anomale deformazioni dei pannelli del cappotto.

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Nel 2015 riqualifcare energeticamete edifici applicando 20cm di cappotto: nulla di straordinario

I materiali del cappotto termico

Per esempio per edifici in legno a basso consumo energetico, le tipologie di isolamento termico più comunemente presenti sono:

  • polistirene espanso,
  • poliuretano espanso
  • fibra di legno,
  • lana di roccia
  • lana di vetro
  • sughero,

ma attenzione non tutte quelle in elenco sono corrette.

Il progettista deve aver svolto dei calcoli per valutare il fenomeno di condensa interstiziale e, probabilmente alcuni dei materiali precedentemente descritti non sono compatibili con una parete in legno nel sito di progetto. Ogni edificio rappresenta un caso a sé.

Tutti i materiali isolanti più comuni hanno caratteristiche termoisolanti molto elevate dovute dalla presenza di aria asciutta ferma che è un cattivo conduttore di calore. L’aria deve quindi essere mantenuta asciutta e ferma durante tutta la vita del manufatto. Come possiamo farlo? semplicemente adottando una corretta stratigrafia e un’adeguata tenuta all’aria. Il vapore prodotto all’interno degli ambienti dovrebbe essere allontanato con un sistema di ventilazione meccanica

Qui sotto elenchiamo i materiali isolanti, ad oggi, devono essere attentamente valutati dal progettista.

Polistirene espanso

Il cappotto in EPS (polisitrene espanso) è uno dei più usati isolanti termici per edifici a basso consumo per il costo competitivo. E’ un materiale molto leggero ma allo stesso tempo resistente, facile da tagliare e posare in opera, possiede un elevato isolamento.

Fibra di Legno

La Fibra di Legno come isolante per cappotto esterno è un materiale considerato ecocompatibile, acuni produttori usano collanti naturali altri collanti di sintesi per unire le fibre. Ha buone caratteristiche meccaniche, e un valore di conducibilità termica attorno a 0,04 W/mK che lo posiziona come un buon isolante.

Lana di roccia

La lana di roccia minerale ed è un materiale incombustibile, fonoassorbente, termoisolante e stabilità chimica, le muffe non la degradano.

Sughero

Il sughero è tratto da una parte della corteccia delle querce mediterranee. Il materiale presenta una buona capacità di isolamento termico e acustico, è traspirante al vapore. Il costo è ancora abbastanza elevato rispetto alle altri materiali.

Altri materiali saranno trattati in altri post

Conclusioni

Il cappotto termico assieme ai serramenti, alla ventilazione meccanica e alla risoluzione dei ponti termici costituiscono i pilastri fondamentali per la progettazione di involucri confortevoli e performanti. Questi elementi prima ancora degli impianti sono il cuore del progetto di un edificio confortevole e devono essere attentamente valutati fin dall’inizio, tralasciare questi aspetti si traduce in un aumento in termini di costi.

 

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Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.

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