Edifici passivi: esempi

Edifici passivi

Non solo edifici passivi ma anche navi sono stare realizzate per garantire il comfort in condizioni climatiche estreme. Ecco l’esempio della nave “Fram”, realizzata per la spedizione in Artide di Fritdjof Nansen nel 1893. Fu una casa passiva funzionante a tutti gli effetti per proteggere i passeggeri a bordo per 5 anni. L’isolamento dei lati della nave fu ottenuto con feltro catramato, sughero, pannellature di legno e uno spesso strato di feltro. La tenuta all’aria realizzata con il linoleum.

In Danimarca il professor Vagn Korsgaard  nel 1973 realizza a Copenhagen una casa passiva detta “DTH zero-energy house”.

Edifici passivi: Banana Farm

Nel 1982 Armory Lovins, fisico, ambientalista e scrittore statunitense molto attivo nel campo della politica energetica ha fondato il “Rocky Mountain Institute” . Si tratta di un’organizzazione che si occupa di efficienza per migliorare la qualità di vita globale

Nel 1984 costruisce la Banana Farm un edificio a 2165 metri di quota a Snowmass in Colorado nel quale si producono frutta, fiori e verdura anche di specie esotiche durante tutto l’anno. La temperatura in inverno può arrivare a -44°C e in estate a 32°C. Si tratta di un precursore degli edifici passivi

La casa sfrutta gli apporti solari e sistemi di accumulo inerziale per ottenere un ambiente interno confortevole, senza la necessità di un grande investimento nei sistemi di riscaldamento e aria condizionata.

I soldi risparmiati sono stati usati per acquistare elettrodomestici ad alta efficienza con un ulteriore risparmio di  energia nell’utilizzo e gestione della casa.

Nella serra isolata crescono le banane qui il soprannome dell’edificio “Banana Farm”. Il costo di riscaldamento è circa dell’1%  rispetto a una casa tradizionale.

La gestione di questo edificio e della maggior parte degli edifici passivi è molto semplice. Nei giorni con temperature vicine allo 0°C per riscaldare la casa è sufficiente il calore assorbito durante il giorno,  in estate è sufficiente l’apertura delle finestre per creare ventilazione naturale e raffreddare le masse inerziali. La ventilazione notturna aiuta a scaricare gli eccessi di energia accumulata. Altre strategie di ventilazione prevedono l’aperture delle finestre poste in alto per far fuoriuscire l’aria calda dalla casa.

Le priorità di Lovins era il comfort durante tutte le stagioni, creare un ambiente di lavoro che stimoli la produttività, dimostrare di realizzare un ecosistema interno semi-tropicale, piacevole esteticamente ed una buona performance acustica.

Realizzare un edificio che si contrapponesse a un clima estremamente variabile era la sfida per raggiungere il comfort termico interno. Inverni freddi inverni ed estati caldi potevano essere gestiti senza ricorrere a materiali costosi. Si trattava di realizzare una progettazione coordinata tra:

La scelta ricadde, ovviamente, su un edificio passivo ossia una casa superisolata e ad elevata tenuta d’aria con installazione di sistemi di recupero di calore, “superwindows” rivolte verso sud in modo da ricevere la radiazione solare e permettere alle pareti (ad elevata inerzia termica) di immagazzinare calore per rilasciarlo lentamente durante le notti sicuramente più fresche.
Anche il consumo di acqua è stato ridotto installando docce e rubinetti ad alta efficienza e l’acqua calda sanitaria è stata ottenuta con un impianto solare termico.

Dati i volumi della serra il ricambio completo dell’aria avviene circa ogni dieci ore (vengono soddisfatti i requisiti di 30 mc ora/persona), per il raffrescamento naturale si utilizzano dei ventilatori supplementari  che garantiscono un ricambio all’ora. Pareti massicce e pavimento in cemento immagazzinano l’energia solare e lo irradiano lentamente nelle ore successive.

La scelta di pareti curve pareti dell’edificio è stata per rompere le onde acustiche e per aumentare la superficie esposta nelle diverse direzioni.

Le superwindows sono state prodotte e utilizzate per la prima volta grazie allo stretto lavoro del team di
progettazione assieme all’Alpen Glass.

Ad esempio un arco in calcestruzzo massiccio che attraversa la serra in estate scherma il muro che funziona da accumulatore di calore, in inverno permette alla luce del sole di raggiungere il muro per accumulare energia gratuita nell’edificio.

All’interno dell’arco corre un sistema di tubazioni per trasferire il calore nell’edificio.

Alcuni elettrodomestici, pionieristici per l’epoca di costruzione dell’edificio sono ora alla portata di tutti come lavatrici e lavastoviglie con l’attacco per l’acqua calda ad esempio

Gli edifici passivi sono frutto di una scelta sia in fase di progettazione che in fase di gestione. Se ti è piaciuto l’articolo condividilo sui social network, per maggiori informazioni contattaci:

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Marco Boscolo

Ingegnere libero professionista e mi occupo di effettuare prove e controlli di qualità in cantiere.

Per garantire l'alta efficienza energetica agli edifici, garantire un alto comfort, verificare eventuali possibili problemi futuri legati alla fisica tecnica (fisica in edilizia = muffe, condense, calcolo di dispersioni energetiche,...) mi sono specializzato in prove non distruttive.

Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.

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