La tenuta all’aria: cos’è? 2

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A tutti noi piace il comfort ma non sappiamo quantificarlo: oggi iniziamo ad affrontare la tenuta all’aria.

Negli articoli  precedenti Samuel Buraschi ha affrontato il tema dei ponti termici, dei serramenti, della progettazione e della scelta dei componenti trasparenti, io oggi provo ad affrontare la tenuta all’aria di un edificio.

Gli standard CasaClima e Passive House chiedono che le infiltrazioni di aria siano basse e fissano, giustamente, un livello che prevede una prova in sito. Se l’edificio ha basse infiltrazioni di aria (una elevata tenuta all’aria e al vento) quando fuori c’è brutto tempo all’interno stiamo comunque bene, come descrive questo committente.

Avere una casa ad elevata tenuta all’aria significa:

  • non sentire i rumori provenienti dall’esterno,
  • non sentire spifferi d’aria vicino alle finestre
  • aumentare il comfort in casa.

La tenuta all’aria e il comfort

Lo stesso comfort che richiediamo in una macchina mentre ci trasporta da un luogo all’altro, dobbiamo cominciare a pretenderlo anche negli edifici nuovi o ristrutturati.

Nella progettazione e, sopratutto, nella realizzazione della casa si devono evitare canali diretti di collegamento tra l’interno e l’esterno che possono far infiltrare aria fredda raffreddando le parti circostanti e far uscire aria calda e umida favorendo la condensa nelle zone fredde.

Quali sono questi canali? Ad esempio:

  • i fili impiantistici (antenna tv, cavi allarme, luci esterne)
  • sigillature non corrette dei serramenti
  • trafilamenti attraverso i muri.

Ma allora diventa troppo complesso fare una casa a tenuta.  No, semplicemente devono essere sigillati lavorando con calma e attenzione. Si tratta semplicemente di applicare quella cosa che tutti chiamano: “la regola dell’arte”

Fino ad oggi la maggior parte delle imprese non è mai stata abituata ad avere controlli in cantiere e le contestazioni sono state poche. I lavori vengono svolti in velocità senza prestare la minima attenzione alle schede tecniche dei prodotti.

Come si misura la tenuta all’aria?

La prova maggiormente accreditata è il blower door test. Se volete approfondire ecco alcuni articoli. Si tratta di misurare quanta aria entra dentro la casa a 50 Pa di pressione (o depressione). Simula una giornata di forte vento. Cosa si scopre?che l’aria entra da punti inaspettati creando disagio e rumore. Tre sono i principali colpevoli:

  • Murature non adeguatamente sigillate,
  • serramenti posati malamente
  • impianti non sigillati.

 

Conclusioni

“Perchè accanirsi con la tenuta all’aria? La casa deve respirare” queste è l’affermazione tipica di chi non vuol realizzare correttamente il proprio lavoro ma cita, come già detto prima, una generica regola d’arte. Se fosse così ci muoveremmo ancora sulle carrozze, Divertente per carità ma poco confortevole.

Oltre al comfort c’è la bolletta le case ad “alte prestazioni” (reali e non certificate sulla carta) hanno bollette energetiche estremamente basse.

Purtroppo ci capita di frequente che il committente ci contatti solo alla fine o peggio quando si presentano i problemi di muffe, condense superficiali, o altri difetti. Ormai è difficile e costoso intervenire, sicuramente conviene sentire uno specialista prima.

Per ulteriori informazioni o delucidazioni siamo a vostra disposizione contattateci!

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Marco Boscolo

Ingegnere libero professionista e mi occupo di effettuare prove e controlli di qualità in cantiere.

Per garantire l'alta efficienza energetica agli edifici, garantire un alto comfort, verificare eventuali possibili problemi futuri legati alla fisica tecnica (fisica in edilizia = muffe, condense, calcolo di dispersioni energetiche,...) mi sono specializzato in prove non distruttive.

Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.

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