Progetto di una casa passiva 2

progetto di una casa passiva

Il committente che inizia a pensare di investire su una casa passiva, deve prima di tutto rivolgersi al proprio tecnico perché già dalla fase di progetto di una casa passiva si tenga conto di

  • fattori esterni
  • fattori interni
  • involucro

I fattori esterni sono il clima e l’orografia e l’esposizione del sito, i fattori interni sono il modo d’uso dell’edificio mentre per l’involucro….. proseguite la lettura di questo post.

La forma, l’orientamento, la superficie vetrata possono essere definiti già dal primo incontro anche con l’aiuto di software come casanova e poi beopt per affinare le primissime fasi del progetto e non commettere grossolani errori.

Se il vostro tecnico di fiducia ha bisogno dell’affiancamento di un esperto per migliorare il progetto di una casa passiva (perché è la prima) è meglio affiancarlo fin da subito altrimenti potrebbe non essere possibile aggiustarlo in corso d’opera.

Quali sono gli elementi importanti in un progetto di una casa passiva?

In regime invernale si devono ridurre le perdite e, se possibile aumentare i guadagni. D’estate ridurre i guadagni ed eventualmente sfruttare strategie di raffrescamento notturno.

Progetto di una casa passiva: l’involucro

L’involucro è formato da una parte opaca e da una parte trasparente

L’involucro opaco (o muro) potete realizzarlo del materiale che preferite (legno, Xlam, mattone, calcestruzzo) purché abbia prestazioni adeguate.

Tenete conto che le finestre disperdono circa 4 volte quello che disperde il muro e sono più costose . Vanno scelte con molta oculatezza.

Finestre aperte a sud vanno bene ma d’estate diventano dei radiatori se non sono schermate. Gli alzanti scorrevoli ad esempio non servono per realizzare una casa passiva, sono un vezzo, una moda non una necessità.

Le aperture a sud, dove possibile, sono da preferire a quelle a est o ovest perché sono più facili da schermare. Le aperture a nord non vi daranno apporti significativi ma solamente una gradevole luce.

Le schermature possono essere fisse o mobili.

In una casa passiva l’energia necessaria si divide per la superficie calpestabile, gli spazi in doppia altezza non servono anzi tendono a stratificare l’aria verso l’alto rendendo meno confortevole l’edificio

Il sottotetto ad esempio non serve ed è solamente un volume riscaldato, se volete renderlo abitabile allora conviene avere altezze sufficienti.

Progetto di una casa passiva: l’isolamento e la tenuta all’aria

Assieme al vostro tecnico dovete capire come pensate di usare la casa ad esempio per quante ore lavorate fuori e la casa è vuota, quali temperature preferite avere nelle camere da letto e quali nella zona giorno. Quali sono le vostre abitudini per lavarvi (doccia o vasca da bagno) perché l’impianto di produzione di acqua calda sanitaria deve essere progettato.

A questo punto prendete un pennarello giallo e uno rosso. Con il primo disegnerete lo strato isolante (non dovete mai staccarlo dal foglio e percorrere tutto il perimetro della casa) con il secondo lo strato di tenuta all’aria.

Dopo aver progettato i primissimi elementi conviene verificare l’edificio con WUFI per essere sicuri di avvicinarsi al traguardo. Se volete ulteriori conferme potete far utilizzare software come TAS o altri simulatori dinamici che controlleranno la vostra casa ora per ora.

Progetto di una casa passiva: i ponti termici

Sarebbe meglio decidere fin da subito le finestre e, sopratutto, il telaio che è l’elemento debole. Sappiate che se volete inserire le finestre a filo muro interno non è vietato ma saranno semplicemente meno performanti, ossia perderanno un pochino di calore in più.

Mano a mano che procedete con il progetto vi conviene far calcolare i ponti termici con dei software dedicati come Therm o Mold Simulator. Il primo è gratuito il secondo a pagamento. Sicuramente evitate di farli calcolare con quelle applicazioni che trovate dentro i software di certificazione energetica, non servono per progettare una casa passiva ma solo per rispondere a una richiesta normativa.

Progetto di una casa passiva: la ventilazione confortevole con recuperatore

A questo punto WUFI vi permette di capire se la sola ventilazione è sufficiente per riscaldare e raffrescare la vostra casa. Gli impianti radianti o a termosifoni molte volte possono essere eliminati, sicuramente ridotti.

La ventilazione meccanica, con recuperatore attivo o passivo permette un ricambio d’aria almeno di 0,3 Volumi all’ora, ossia dopo 3,5 ore tutta l’aria della vostra casa è stata ricambiata completamente. Il sistema di ventilazione funziona bene se la casa è a tenuta d’aria altrimenti sarà come gonfiare un palloncino bucato.

Progetto di una casa passiva: conclusioni

Se siete arrivati alla fine probabilmente pensate che il progetto di una casa passiva è troppo complicato e troppo costoso. Non è così, se avete dubbi contattateci:

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Marco Boscolo

Ingegnere libero professionista e mi occupo di effettuare prove e controlli di qualità in cantiere.

Per garantire l'alta efficienza energetica agli edifici, garantire un alto comfort, verificare eventuali possibili problemi futuri legati alla fisica tecnica (fisica in edilizia = muffe, condense, calcolo di dispersioni energetiche,...) mi sono specializzato in prove non distruttive.

Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.

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2 commenti su “Progetto di una casa passiva