Come nasce lo standard passive house 2

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Lo standard passive house inizia verso la metà degli anni ’80 gli edifici di nuova costruzione in Svezia e Danimarca.

Dovevano essere costruiti a basso consumo di energia, il comfort non era tenuto in considerazione . Per raggiungere determinati standard le normative locali imponevano di concentrare l’attenzione di alcuni aspetti fondamentali

  • l’ottimo isolamento dell’involucro,
  • l’eliminazione dei ponti termici,
  • la tenuta all’aria dell’edificio,
  • l’utilizzo di vetri isolati
  • la ventilazione meccanica con recuperatore efficiente.

Partendo da questi concetti, nel maggio del 1988 durante un periodo di ricerca presso l’Università svedese Lund University, gli architetti Bo Adamsonde e Wolfgang Feist coniarono il concetto di casa passiva.
La prima definizione di standard passive house venne definito come un edificio con:

  • un bisogno estremamente ridotto di energia termica
  • non necessita di riscaldamento attivo,
  • in grado di accumulare il calore in modo passivo, tramite le fonti di calore interne e gli apporti solari che penetrano dalle finestre.

L’effettiva fattibilità dello standard passive house venne dimostrata tramite l’utilizzo di software dinamici in grado di simulare il bilancio energetico di un edificio.

Standard passive house: dalle parole ai fatti

Per la costruzione della prima secondo lo standard passive house venne fondato un gruppo scientifico di ricerca, finanziato dal ministero per l’economia e la tecnologia della città tedesca di Essen. Il compito era di monitorare otto diversi progetti e incorporare i risultati ottenuti dagli studi per la costruzione di un edificio a Darmstadt-Kranichstein, in Germania.

Il progetto fu affidato a tre architetti tedeschi da quattro clienti privati, e comprendeva la realizzazione di una palazzina di quattro unità immobiliari, ciascuna di 156 m2.

Le abitazioni furono consegnate nell’ottobre del 1991, quando le famiglie iniziarono ad abitare l’edificio ed iniziò il periodo di monitoraggio, grazie ad un sofisticato sistema installato in fase di costruzione.

I risultati del monitoraggio furono interessanti, anche sotto l’aspetto della conservazione del calore da parte dell’involucro.

Nell’edificio sono stati inoltre installati i collettori solari, per l’approvvigionamento di acqua calda sanitaria e uno scambiatore di calore sotterraneo (geotermico) per il preriscaldamento dell’aria immessa negli ambienti.

Il sistema costruttivo prevede una struttura portate composta di mattoni di arenaria calcarea, isolata con 275 millimetri di polistirene espanso, finestre con il triplo vetro con telaio in legno isolato da poliuretano, un solaio contro terra altamente isolato e l’eliminazione dei ponti termici.

Il consumo energetico misurato in questo edificio è risultato inferiore a 15 kWh/m2a e si è mantenuto sotto questo limite fino ad oggi.

Standard passive house oggi

Dopo la costruzione della prima casa con lo standard passive house sono seguiti molti altri esempi. Oggi lo standard passive house è stato applicato in tutte le condizioni climatiche dimostrando di potersi adattare per rendere gli edifici estremamente confortevoli.

Anche in Italia con un clima estremamente variegato, da un clima estremamente freddo come quello alpino, al freddo umido e caldo umido della pianura padana, al caldo estremo dell’Italia del sud, molte sono ormai le Case Passive costruite anche nel nostro paese.

Continuate a seguirci lo scopo di questo blog è anche quello di raccontare l’esperienza delle Case Passive in italiane.

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Marco Boscolo

Ingegnere libero professionista e mi occupo di effettuare prove e controlli di qualità in cantiere.

Per garantire l'alta efficienza energetica agli edifici, garantire un alto comfort, verificare eventuali possibili problemi futuri legati alla fisica tecnica (fisica in edilizia = muffe, condense, calcolo di dispersioni energetiche,...) mi sono specializzato in prove non distruttive.

Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.

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Ingegnere libero professionista e mi occupo di effettuare prove e controlli di qualità in cantiere. Per garantire l'alta efficienza energetica agli edifici, garantire un alto comfort, verificare eventuali possibili problemi futuri legati alla fisica tecnica (fisica in edilizia = muffe, condense, calcolo di dispersioni energetiche,...) mi sono specializzato in prove non distruttive. Oggi affianco, tramite assistenza e consulenza di alto livello, i professionisti, aziende, impresari e i privati che intendono già in fase progettuale prevenire possibili futuri errori costruttivi, trasformando il cantiere in una esperienza di successo per tutti i partecipanti alla realizzazione dell'opera edile.


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